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Il crescente interesse verso Internet ha aperto al bullismo nuove frontiere che gli hanno permesso di valicare il mondo reale per invadere anche quello online, aggiungendo un ulteriore livello di rischio soprattutto per i giovani.
In occasione della giornata mondiale contro il cyberbullismo, ESET Italia ha preparato una serie di consigli e di suggerimenti per aiutare i genitori a comprendere situazioni di disagio da parte dei ragazzi e per poter intervenire nel migliore dei modi.
I genitori dovrebbero porre attenzione ai seguenti segnali:
• Vostro figlio è spesso arrabbiato, vi risponde male o è troppo pensieroso
• Ha iniziato a dialogare di meno con voi e alle vostre domande risponde sempre più frequentemente in modo vago.
• Si è ammalato più spesso durante l’anno e denuncia spesso mal di testa o dolori all’addome
• Presenta disturbi nel sonno mai avuti prima
• Significativo peggioramento del rendimento scolastico e maggiore reticenza a frequentare la scuola.
• Aumento del tempo trascorso online soprattutto nelle ore notturne.
• Smartphone acceso anche di notte e ricezione di messaggi in orari non consoni.
• Vi nega la possibilità di controllare le sue attività online o l’utilizzo dei social a cui è iscritto
Presi singolarmente questi comportamenti non dovrebbero allarmare più del dovuto, ma qualora vostro figlio ne presentasse diversi vi consigliamo di proseguire nella lettura.
Per aiutare i propri figli i genitori potranno:
• Stimolare la conversazione cercando di comprendere le cause dello stato di disagio
• Richiedere un incontro con gli insegnanti esponendogli i propri timori e capire se hanno notato dei comportamenti anomali
• Cambiare le abitudini di accesso alla rete, regolando gli orari di accesso e l’utilizzo dello smartphone soprattutto evitando le ore notturne.
• Adottare un sistema di parental control, che permetta al ragazzo di interagire con il genitore, spiegandogli che non si sta limitando la sua libertà online, ma che si cerca di proteggerlo.
In caso di cyberbullismo:
• Nel caso sia un compagno di classe, contattare gli insegnanti e i genitori dell’altro ragazzo per stabilire una strategia di intervento
• In tutti gli altri casi informare immediatamente le autorità competenti.
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